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L’Iran chiude un liceo francese in risposta alla vignetta di «Charlie Hebdo» su Khamenei

Roberto De Luca

2023-01-05
Archivio
Archivio – La Guida Suprema dell’Iran, Ayatollah Ali Khamenei – IRNA

Giovedì il governo iraniano ha annunciato la chiusura dell’Istituto francese per la ricerca in Iran in risposta a un concorso di vignette sulla guida suprema del Paese, l’ayatollah Ali Khamenei, indetto dalla rivista satirica francese «Charlie Hebdo».

Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato in una dichiarazione sul suo sito web che la decisione arriva «in risposta a un’azione offensiva» della rivista, che ha accusato di «minare gli standard morali riconosciuti, violare la santità religiosa, violare l’autorità politica e religiosa e insultare i simboli sovrani del Paese e i valori nazionali».

Ha dichiarato che il concorso di vignette è «un atto disumano» e ha accusato ‘Charlie Hebdo’ di «usare il nobile concetto di libertà di espressione come copertura per atti controculturali e per la profanazione degli esseri umani, della dignità umana e dei valori morali e religiosi».

Il ministero ha ricordato a questo proposito la pubblicazione in passato di «caricature ingiuriose» di Maometto e ha accusato «l’inazione delle autorità francesi di fronte alle manifestazioni di islamofobia e alla propagazione dell’odio razzista nelle pubblicazioni francesi».

Per questo motivo, ha detto a Parigi che ha la «responsabilità diretta» di far «rispondere» i responsabili di queste dichiarazioni e ha sottolineato che «la paura ignorante è una manifestazione del razzismo istituzionalizzato» in Francia.

Il Ministero degli Esteri iraniano ha inoltre sottolineato che sta «rivedendo le relazioni culturali con la Francia ed esaminando la possibilità di continuare le attività culturali francesi in Iran», pur sottolineando che la chiusura del centro è «un primo passo».

L’annuncio è arrivato un giorno dopo che l’Iran aveva convocato l’ambasciatore francese a Teheran per protestare contro le vignette. Mercoledì scorso, il ministro degli Esteri iraniano Hosein Amirabdolahian ha avvertito che l’Iran «non permetterà al governo francese di uscire dalle righe».

Il 9 dicembre la rivista satirica ha annunciato un «concorso internazionale per la realizzazione di caricature della Guida suprema della Repubblica islamica dell’Iran», definita «simbolo di arretratezza, ristrettezza di vedute e intolleranza del potere religioso». Mercoledì Charlie Hebdo ha presentato una selezione delle vignette vincenti e ha dichiarato di aver ricevuto nelle ultime settimane «più di 300 disegni e migliaia di minacce». «L’intolleranza religiosa non ha detto l’ultima parola», si legge in un editoriale.

La rivista è salita alla ribalta internazionale dopo la pubblicazione, nel 2006, di vignette sul profeta Maometto, apparse originariamente sul quotidiano danese «Jyllands-Posten». Nel 2015, la sua sede è stata oggetto di un attentato che ha provocato dodici morti.

Fonte: (EUROPA PRESS)

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