
La Corte Suprema della Carolina del Sud ha deciso di confermare l’attuale sospensione del divieto di aborto dopo le sei settimane di gravidanza, con un colpo ai conservatori, proclamando la privacy come un diritto fondamentale.
La corte diventa la prima alta corte statale a sostenere i diritti all’aborto a livello statale da quando la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato il diritto costituzionale all’aborto nel giugno dello scorso anno. Da allora, Arizona, Georgia, Kentucky, Indiana, Iowa, North Dakota, Ohio, Utah, Wisconsin e Wyoming hanno presentato alternative per regolamentare il diritto di interrompere la gravidanza all’interno dei propri Stati.
In un verdetto raggiunto con un voto di tre a due, la corte ha affermato che, sebbene lo Stato possa limitare il diritto alla privacy di una persona, «qualsiasi limitazione deve essere ragionevole» e «dare alla donna tempo sufficiente per determinare che è incinta e per prendere misure ragionevoli per interrompere la gravidanza».
La Corte, composta da una schiacciante maggioranza di quattro a uno di giudici conservatori, ha ritenuto che sei settimane, il tempo approssimativo in cui il feto sviluppa un battito cardiaco, «semplicemente non è un periodo di tempo ragionevole perché queste due cose si verifichino», secondo il parere riportato dal sito web Politico.
Al contrario, giovedì la Corte Suprema dell’Idaho ha confermato il divieto quasi totale di aborto nello Stato a causa del «legittimo interesse» delle autorità a «proteggere la vita prenatale in tutte le fasi del suo sviluppo».
In base a questo verdetto, anch’esso raggiunto con tre voti a favore e due contrari, l’aborto continuerà a essere vietato nell’Idaho, tranne quando è necessario per salvare la vita della donna incinta o nei casi di stupro e incesto.
Fonte: (EUROPA PRESS)






