
Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha confermato sabato di aver accettato le dimissioni del suo ministro della Giustizia e dei Diritti umani, Marcela Ríos, e la sua sostituzione con l’avvocato Luis Cordero, in seguito alla polemica sugli indulti concessi alle persone condannate nell’esplosione sociale precedente all’arrivo al potere di Boric.
«A causa del fatto che ci sono state irregolarità nell’esecuzione della mia decisione di concedere la grazia e considerando anche la necessità di rafforzare la gestione politica del Ministero della Giustizia e dei Diritti Umani, ho deciso di accettare le dimissioni di Marcela Ríos Tobar da questo portafoglio», ha spiegato Boric nelle dichiarazioni riportate dal quotidiano ‘El Mercurio’.
Per Boric, «quando in politica si verificano situazioni di questo tipo, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità», ha argomentato in riferimento all’annuncio dell’indulto di undici persone, quando alla fine erano tredici.
L’opposizione aveva criticato il ministro e annunciato la presentazione lunedì di un’accusa costituzionale contro Ríos, che potrebbe prosperare anche dopo le sue dimissioni. Non è stata esclusa la stessa azione nei confronti di Boric.
«Sono passati undici mesi in cui ha dovuto nominare un Procuratore nazionale e, naturalmente, undici mesi in cui ha dovuto consigliare al Presidente di non graziare persone con precedenti penali, di non graziare persone con precedenti condoni, di non graziare terroristi», ha lamentato Jorge Alessandri, membro del conservatore Unione Democratica Indipendente (UDI).
Fonte: (EUROPA PRESS)






