
L’Unione Europea si è detta «inorridita» nell’apprendere dell’esecuzione, sabato, dei manifestanti iraniani Mohamed Mehdi Karami e Mohamed Hoseini, condannati per la morte di una guardia di sicurezza durante una delle numerose proteste a livello nazionale contro la morte in custodia della giovane Mahsa Amini.
«L’Unione europea ribadisce la sua ferma e ferma opposizione all’uso della pena capitale in ogni momento e in ogni circostanza; una punizione crudele e disumana, che non agisce come deterrente per il crimine e rappresenta un’inaccettabile negazione della dignità e dell’integrità umana», si rammarica.
«Inoltre, si tratta di una punizione definitiva che rende irreversibili eventuali errori giudiziari», ha aggiunto Bruxelles, che ha anche denunciato le esecuzioni come «un’altra indicazione della violenta repressione da parte delle autorità iraniane», come ha reso noto l’UE attraverso il suo servizio esterno.
Bruxelles invita ancora una volta le autorità a porre fine a questa «pratica profondamente riprovevole» e chiede loro di sospendere la possibilità di condanne a morte a cui rischiano di essere condannati più di cento detenuti, secondo le ONG locali.
Infine, l’UE invita l’Iran a rispettare rigorosamente gli obblighi previsti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Iran è parte.
«I diritti fondamentali, compresi i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica, devono essere rispettati in ogni circostanza», conclude Bruxelles.
Anche il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha commentato l’esecuzione dei due iraniani e ha chiesto una maggiore pressione dell’UE su Teheran. I due prigionieri sono stati giustiziati «perché non volevano sottomettersi alle azioni brutali e disumane» del regime iraniano.
«La terribile sorte (dei due prigionieri) ci incoraggia a continuare ad aumentare la pressione su Teheran insieme all’UE», ha aggiunto Baerbock su Twitter.
Con queste esecuzioni sale a quattro il numero di manifestanti giustiziati dallo scoppio delle proteste per la morte della giovane curda iraniana, che hanno scosso il Paese come non si vedeva da decenni e hanno già causato più di 470 morti, secondo le ONG locali.
Le autorità iraniane, pur riconoscendo un uso occasionalmente eccessivo della forza, hanno sostenuto che queste proteste sono state alimentate da «facinorosi» e da potenze straniere.
Fonte: (EUROPA PRESS)






