
Il Comando centrale dell’Esercito di liberazione nazionale colombiano (ELN) ha avvertito che i colloqui di pace sono «in crisi» dopo le dichiarazioni del presidente del Paese, Gustavo Petro, di un cessate il fuoco, successivamente smentite dalla guerriglia.
«Dopo le dichiarazioni unilaterali del presidente Petro sul cessate il fuoco, presentate come un accordo al tavolo, si è entrati in una crisi che non si è ancora risolta», ha dichiarato il Comando centrale dell’ELN in un comunicato riportato da El Tiempo.
Nella dichiarazione, la guerriglia ha avvertito che «non può accettare come bilaterale una decisione unilaterale del governo colombiano» che, inoltre, si dissocia dalla «formalità» del tavolo di dialogo, poiché «viola le procedure di non diffondere all’opinione pubblica ciò che non è consensuale».
Questo messaggio dell’ELN arriva in risposta alle dichiarazioni di Petro del 31 dicembre, che aveva annunciato un cessate il fuoco bilaterale, smentito però ore dopo dagli stessi guerriglieri. Il ministro degli Interni, Alfonso Prada, ha poi giustificato l’annuncio di Petro con il fatto che l’ELN aveva ripetutamente affermato «l’importanza di procedere verso un cessate il fuoco bilaterale».
Infine, la guerriglia ha espresso la volontà di continuare ad avanzare nell’ambito dei colloqui di pace, ma prima è necessario «affrontare gli ultimi eventi» e adottare le misure necessarie per garantire che questa «crisi» venga superata e che non si ripetano «azioni unilaterali al di fuori del Tavolo di dialogo».
D’altra parte, è emerso questo lunedì che la delegazione governativa ha chiesto all’ELN un incontro di otto giorni a Caracas, in Venezuela, dopo il 20 gennaio, con la considerazione di «riunioni di emergenza» per affrontare la questione del cessate il fuoco bilaterale, riferisce Radio Caracol, citando le proprie fonti.
Inoltre, verranno discussi i punti all’ordine del giorno già concordati nel primo ciclo, al fine di concretizzare alcuni degli assi tematici concordati tra le parti.
Nonostante l’incontro a Caracas, la sede del secondo round di colloqui resta il Messico, che nei prossimi giorni invierà un funzionario per definire le questioni logistiche e fissare una data per l’inizio di questa nuova fase dei negoziati.
Fonte: (EUROPA PRESS)






