
La Camera dei Deputati del Brasile ha approvato l’intervento federale a Brasilia decretato domenica dal Presidente Luiz Inácio Lula da Silva, affinché lo Stato assuma i poteri di sicurezza dopo che le autorità della capitale si sono dimostrate incapaci di prevenire e poi fermare l’assalto alle sedi dei tre rami del potere: il Palazzo del Planalto, il Congresso e la Corte Suprema.
Il provvedimento, approvato all’unanimità, resterà in vigore fino alla fine di gennaio e dovrà essere ratificato dal Senato martedì. «Il popolo vuole il rispetto della legge, delle istituzioni e dei beni pubblici. La migliore risposta che possiamo dare ora è più democrazia», ha dichiarato il Presidente della Camera Arthur Lira.
Sebbene la misura avesse il sostegno unanime della Camera, alcuni deputati filo-bolsonari, come le deputate del Partito Liberale (PL) Carla Zambelli e Bia Kicis, hanno cercato di rinviare il voto con l’argomento di avere più tempo per analizzare il decreto presidenziale.
Per Kicis, la misura non era giustificata in quanto la situazione a Brasilia era già sotto controllo. «La polizia ha cercato di contenere il fenomeno, ci sono stati dei fallimenti, ma va detto che era già sotto controllo», ha sostenuto.
Gli unici due banchi della Camera che si sono astenuti dal voto sono stati quelli del PL, il partito di Bolsonaro, e i liberali del Partido Novo, secondo il quotidiano «Folha de Sao Paulo».
Sebbene il decreto di intervento federale abbia forza di legge dal momento in cui viene firmato dal presidente, esso richiede l’approvazione di entrambe le camere del Congresso, che possono autorizzare o respingere il testo senza modificarlo.
Domenica, dopo l’assalto alle sedi dei tre rami del governo, il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes ha ordinato il licenziamento temporaneo del governatore di Brasilia, Ibaneis Rocha, e del segretario alla sicurezza, Anderson Torres, per «omissione» dei loro doveri e «connivenza» con gli assalitori.
Fonte: (EUROPA PRESS)






