
La Presidenza degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (Celac) e il Mercosur hanno manifestato lunedì il loro sostegno al presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva dopo aver condannato l’assalto alle istituzioni democratiche.
La presidenza temporanea della Celac, detenuta dall’Argentina, ha «ripudiato con forza gli atti di violenza e l’assalto alle istituzioni democratiche», in riferimento agli eventi che hanno avuto luogo questa domenica a Brasilia.
«Si tratta di un attacco alla democrazia e alla volontà popolare che merita il rifiuto dell’intera regione», si legge in un comunicato pubblicato dalla Celac.
La presidenza argentina ha quindi espresso il proprio sostegno a Lula, «che con la sua ferma leadership e, insieme ai capi del Senato, della Camera dei Deputati e della Corte Suprema, ha garantito il rispetto dello Stato di diritto».
In questo senso, il presidente argentino, Alberto Fernández, ha sottolineato il comunicato congiunto dei tre rami del governo, in quanto «dimostra che la violenza di pochi non può imporsi sulla pacifica convivenza del popolo brasiliano».
«È necessario affrontare con decisione coloro che maltrattano la democrazia installando discorsi di odio, insultando gli oppositori e promuovendo menzogne nei media e nei social network per generare disordini e rabbia», continua la lettera.
D’altra parte, Fernández ha sottolineato gli «innumerevoli messaggi di sostegno inviati dai governi che compongono la Celac», che descrive come «un forte segno del fatto che le sfide della democrazia in America Latina e nei Caraibi si affrontano meglio in modo unito e solidale».
«È chiaro che la democrazia si rafforza e si approfondisce con più integrazione, più sviluppo e più istituzioni», ha aggiunto il presidente della Celac.
Il Mercosur, presieduto temporaneamente dall’Argentina, ha espresso «solidarietà al governo e al popolo brasiliano».
Il processo di integrazione regionale, composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, ha sottolineato che questa formazione è «un progetto solidale di pace, unione e sviluppo comune».
Per questo motivo, il Mercosur ha voluto sottolineare che in questo progetto «non c’è posto per i violenti che maltrattano la democrazia installando discorsi di odio, insultando gli oppositori e promuovendo menzogne nei media e nelle reti sociali per generare rabbia».
Fonte: (EUROPA PRESS)






