
Il Papa ha messo in guardia contro la sostituzione delle interviste faccia a faccia con algoritmi di apprendimento automatico nelle domande di asilo presentate dai migranti e ha esortato a far sì che la «riflessione etica» faccia parte dello «sviluppo di soluzioni tecniche».
«Non è accettabile che la decisione sulla vita e sul destino di un essere umano sia affidata a un algoritmo», ha detto il Pontefice nel suo discorso ai partecipanti al simposio vaticano «Appello di Roma per l’etica dell’intelligenza artificiale», martedì 10 gennaio, che si è concluso con la firma da parte dei leader di tre religioni monoteiste di un documento per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale governata dall’etica.
Francesco ha ricordato che tutti devono poter godere dello sviluppo umano e della solidarietà e che, pertanto, bisogna «vigilare» affinché «l’uso discriminatorio di questi strumenti non si radichi a spese dei più fragili e degli esclusi». Ha chiesto che l’etica sia «sempre più presente non solo nel dibattito pubblico, ma anche nello sviluppo di soluzioni tecniche».
«Sono felice di sapere – ha detto il Pontefice nel suo discorso – che volete coinvolgere anche le altre grandi religioni del mondo e gli uomini e le donne di buona volontà affinché l’etica, cioè la riflessione etica sull’uso degli algoritmi, sia sempre più presente non solo nel dibattito pubblico, ma anche nello sviluppo di soluzioni tecniche».
La Santa Sede lavora da tempo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale. Nell’aprile 2020 ha istituito la «Fondazione RenAIssance», un’entità sotto la Pontificia Accademia per la Vita per lavorare in questo campo.
All’evento di martedì, padre Paolo Benanti, professore di Etica delle Tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana e direttore scientifico di RenAIssance, ha tenuto un’esauriente presentazione sull’evoluzione della tecnologia nella storia dell’umanità e ha riflettuto su quanto sia urgente per il presente e il futuro lo sviluppo tecnologico dei suddetti algoritmi.
Al simposio hanno partecipato anche l’ex Ministro degli Affari Esteri, Ana Palacio, il Presidente di Microsoft, Brad Smith, il Vicepresidente globale di IBM, Darío Gil, il Capo Economista della FAO, Máximo Torero Cullen, tra gli altri.
Al termine dell’incontro, il presidente della Pontificia Accademia per la Vita del Vaticano, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, il rabbino capo Eliezer Simha Weisz, membro del Consiglio del Gran Rabbinato di Israele, e lo sceicco Abdallah bin Bayyah, presidente del Forum per la Pace di Abu Dhabi e del Consiglio emiratino per la Sharia Fatwa, hanno firmato un documento per lo sviluppo di un’intelligenza artificiale governata dall’etica.
La dichiarazione chiede un quadro di riferimento «per regolare e fare riferimento a un’etica digitale», un’etica che dovrebbe promuovere l’uso della tecnologia «a beneficio dell’umanità e dell’ambiente». Il documento – redatto due anni fa dalla Pontificia Accademia per la Vita – specifica sei principi fondamentali che dovrebbero governare l’intelligenza artificiale sulla base di criteri etici.
Fonte: (EUROPA PRESS)






