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I funerali del cardinale Pell si svolgeranno sabato a San Pietro e il Papa presiederà la benedizione

Roberto De Luca

2023-01-12
Archivio
Archivio – Il cardinale australiano George Pell a Roma, Italia. – EVANDRO INETTI / ZUMA PRESS / CONTACTOPHOTO

I funerali dell’arcivescovo emerito di Melbourne e Sydney, il cardinale George Pell, morto a Roma all’età di 81 anni, saranno officiati sabato 14 gennaio alle 11.30 all’Altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro dal decano dei cardinali della Santa Sede, l’italiano Giovanni Battista Re.

Secondo l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche della Santa Sede, il Papa presiederà l'»Ultima Commendatio» e la «Valedictio», le benedizioni che precedono la sepoltura, al termine delle esequie.

Francesco ha inviato un telegramma di condoglianze in cui descrive il prelato come un «servo fedele, che ha seguito il suo Signore con perseveranza anche nell’ora della prova». Pell ha trascorso 400 giorni in carcere per una condanna per abusi sessuali su due minori, ma alla fine è stato assolto dall’Alta Corte australiana.

«Ho appreso con tristezza la notizia della partenza del cardinale George Pell, prefetto emerito della Segreteria per l’economia. Desidero esprimere la mia vicinanza a lei e al Collegio Cardinalizio, in particolare al suo caro fratello David e agli altri membri della sua famiglia», si legge nel telegramma inviato al decano del Collegio Cardinalizio, il cardinale Giovanni Battista Re.

Il Papa ha quindi espresso «le sue più sentite condoglianze», ricordando con gratitudine «la sua testimonianza coerente e impegnata, la sua dedizione al Vangelo e alla Chiesa, e in particolare la sua diligente collaborazione con la Santa Sede nella recente riforma economica, per la quale ha posto le basi con determinazione e saggezza». Francesco ha chiesto di pregare per Pell affinché «sia accolto nella gioia del cielo e riceva il premio della pace eterna».

Nominato da Giovanni Paolo II vescovo di Melbourne (1996-2001) e Sydney (2001-2014), creato cardinale (2003) da Benedetto XVI, che ha ricevuto alla Giornata mondiale della gioventù di Sydney nel 2008, Pell è stato convocato da Francesco nella Curia romana per far parte del consiglio di cardinali che lo ha assistito nella riforma della Curia romana. Il 24 febbraio 2014 lo ha messo a capo della Segreteria per l’Economia, dove ha promosso una riforma delle finanze vaticane.

È stato lui, tra l’altro, a rivelare l’esistenza di fondi opachi gestiti autonomamente dalla Segreteria di Stato. Papa Francesco ha deciso di metterli sotto la tutela dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa).

Il 29 giugno 2017, la polizia australiana ha confermato che il cardinale Pell è stato accusato di «gravi reati sessuali» contro i minori, tra cui lo stupro, presumibilmente commessi negli anni ’70 quando era parroco a Ballarat, sua città natale. La Santa Sede ha confermato contemporaneamente la notizia dell’incriminazione del cardinale Pell, che si è recato in Australia per affrontare le accuse a suo carico.

L’11 dicembre 2018 Pell è stato riconosciuto colpevole di aver abusato sessualmente di due chierichetti di 13 anni dalla giuria del Victorian State County Court e il 13 marzo 2019 è stato condannato a sei anni di carcere. Il cardinale australiano, che ha sempre sostenuto la propria innocenza, ha poi annunciato di aver presentato un appello, che è stato inizialmente respinto e la condanna è stata confermata.

Pell fu imprigionato per oltre 400 giorni. Nel novembre dello stesso anno, alla luce dei numerosi difetti formali e tecnici del processo giudiziario evidenziati dal giudice Mark Weinberg, l’Alta Corte d’Australia ha accolto la richiesta di Pell di poter presentare appello. Il 7 aprile 2020, il cardinale è stato assolto all’unanimità dallo stesso tribunale. Il cardinale australiano ha raccontato la sua esperienza nel libro «Diario di una prigionia», pubblicato in Italia da Cantagalli.

Fonte: (EUROPA PRESS)

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