
Il presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Kevin McCarthy, ha accusato giovedì l’inquilino della Casa Bianca Joe Biden di essere a conoscenza dell’esistenza di documenti riservati in una delle sue case.
Secondo McCarthy, il fatto che Biden abbia richiesto i servizi del suo avvocato per rimuovere i documenti dal suo ufficio privato dimostra che era consapevole della riservatezza dei file.
«Penso che se chiama un avvocato per rimuovere qualcosa dal suo ufficio, deve averlo saputo in anticipo… Penso che abbia molte risposte da dare all’opinione pubblica americana», ha detto McCarthy, aggiungendo che il Congresso «può ottenere quelle risposte».
La Casa Bianca ha confermato giovedì il ritrovamento di una seconda serie di documenti classificati nel garage di una casa nel Delaware di proprietà di Biden, criticato negli ultimi giorni per la gestione di materiale teoricamente protetto durante il suo periodo come «numero due» dell’amministrazione di Barack Obama.
Il presidente stesso ha difeso la sua collaborazione con le autorità, con brevi dichiarazioni ai media in cui ha insistito sul fatto che ha sempre preso «seriamente» la gestione dei documenti ufficiali. Ha spiegato che il materiale in questione si trovava nella sua «biblioteca personale», in «un garage chiuso a chiave».
La controversia ha portato a critiche nei confronti di Biden da parte del Partito Repubblicano e dell’ex presidente Donald Trump, che ha denunciato presunti doppi standard da parte delle autorità. L’anno scorso l’FBI ha perquisito la villa di Trump a Mar-a-Lago, in Florida.
In effetti, McCarthy ha messo in dubbio le ragioni per cui non sono state pubblicate le immagini dei documenti trovati nell’alloggio di Biden, alludendo a una fotografia emersa dei file trovati a Mar-a-Lago.
Per il momento, la Casa Bianca non ha risposto alle accuse di McCarthy sulla presunta conoscenza da parte di Biden dell’esistenza di questi documenti riservati nel garage della sua casa nel Delaware.
Fonte: (EUROPA PRESS)






