
Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ricevuto venerdì alla Casa Bianca il Primo Ministro giapponese Fumio Kishida con un messaggio di «forte sostegno» alla nuova e rafforzata politica militare annunciata alla fine dello scorso anno dal governo giapponese, volta a contrastare l’espansione dell’influenza cinese nella regione indo-pacifica.
«Voglio chiarire una cosa: gli Stati Uniti sono completamente, totalmente e assolutamente impegnati nella loro alleanza con il Giappone», ha detto Biden nella sua prima apparizione con il Primo Ministro, che è arrivato accompagnato da una delegazione che comprende il suo Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Takeo Akiba.
Anche la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris ha applaudito la nuova strategia militare giapponese durante una colazione di lavoro con Kishida, appena atterrato dal Giappone.
Kishida ha presentato a metà dicembre quella che è considerata la più ambiziosa revisione della sicurezza strategica dalla Seconda Guerra Mondiale, che potrebbe annunciare un radicale allontanamento dalla storica politica di «autodifesa» nazionale limitata, con le forze giapponesi in grado di lanciare contrattacchi al di fuori dei propri confini.
La nuova iniziativa, che potrebbe richiedere un aumento fino al 100% del bilancio annuale della difesa giapponese, giunge in un momento in cui il Giappone sostiene di essere minacciato dalla crescente influenza militare della Cina – che ha già ripudiato il documento – nelle acque regionali e dai continui test balistici della Corea del Nord.
Il presidente Biden, anch’egli radicalmente contrario agli interessi espansionistici della Cina, ha dichiarato che l’incontro con Kishida è avvenuto in un «momento straordinario» delle relazioni tra i due Paesi. «Non credo che ci sia mai stato un momento in cui siamo stati più vicini l’uno all’altro», ha dichiarato nei commenti rilasciati a un gruppo di corrispondenti e inviati internazionali a Washington.
Kishida, da parte sua, ha spiegato che la decisione di aumentare le spese per la difesa è stata dettata «dal complesso e impegnativo contesto di sicurezza» che il suo Paese sta affrontando nella regione, tra le ambizioni della Cina e gli ultimi test balistici di Pyongyang.
Fonte: (EUROPA PRESS)






