
La Procura Generale colombiana ha respinto la richiesta del governo di Gustavo Petro di sospendere i mandati di arresto per alcuni ex leader paramilitari del Clan del Golfo o delle Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada.
«Dal punto di vista giuridico-criminale, che è quello che vincola la Procura Generale, le Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada (ACSN, note anche come Los Pachenca) e le Autodefensas Gaitanistas de Colombia (Clan del Golfo) non hanno uno status politico», si legge nel documento, firmato dalla vice procuratrice generale Martha Mancera, secondo quanto riportato da RCN Radio.
In questo senso, sostiene che il governo non può dialogare con questi gruppi, in quanto non hanno un «carattere politico» né sono strutture armate «ad alto impatto». «In altre parole, queste organizzazioni possono solo sottomettersi alla giustizia», ha detto.
Dopo che Petro ha proposto all’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) una cessazione delle ostilità per iniziare a negoziare la pace, vari gruppi armati hanno espresso la loro intenzione di aderire all’iniziativa, compresi quelli sopra menzionati.
Nel quadro del nuovo ciclo di colloqui tra il governo e la guerriglia dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), altre quattro organizzazioni armate hanno espresso il loro interesse ad avviare un qualche tipo di negoziato con lo Stato colombiano, che ha posto come condizione iniziale e gesto di buona volontà la cessazione delle ostilità.
Così, oltre all’ELN, due dissidenti delle ormai defunte FARC – Seconda Marquetalia e Stato Maggiore Centrale – e i gruppi narco-paramilitari del Clan del Golfo e delle Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada, o Los Pachenca, hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale alla fine di dicembre, a cui si è unito nel nuovo anno il governo.
Così, dal 1° gennaio 2023 fino almeno al 30 giugno, è iniziato in Colombia un cessate il fuoco bilaterale per le parti nel quadro delle aspirazioni del presidente Petro di raggiungere la «pace totale», un’iniziativa che contrasta con la stagnazione degli accordi di pace del 2016 e la paralisi di qualsiasi tipo di dialogo durante il mandato di Iván Duque.
La pace totale di Petro è stata sancita dalla cosiddetta Legge 418, che ne stabilisce il quadro giuridico e fissa come politica statale un progetto che, da un lato, cerca di negoziare con le organizzazioni politiche, come l’ELN e le FARC, ma allo stesso tempo di sottoporre altre, come i paramilitari e i gruppi di narcotrafficanti, al sistema giudiziario colombiano.
Fonte: (EUROPA PRESS)






