
Secondo gli organizzatori, più di 20.000 insegnanti e professionisti dell’istruzione hanno manifestato sabato a Lisbona in difesa dell’istruzione pubblica e contro le recenti proposte di modifica dei concorsi professionali.
La marcia è stata organizzata dall’Unione di tutti i professionisti dell’educazione (STOP), un’organizzazione con centinaia di membri, e comprendeva striscioni con slogan come «Addio al ministro» o in difesa della dignità della professione o della scuola pubblica, riporta il quotidiano «Diário de Notícias».
La marcia è iniziata in piazza Marquês de Pombal ed è terminata in piazza del Comercio, nel centro della capitale portoghese, al ritmo di tamburi e corni.
Il coordinatore nazionale dello STOP, André Pestana, ha spiegato in dichiarazioni all’agenzia di stampa Lusa che la lotta degli insegnanti riunisce anche il personale non docente che chiede una «scuola pubblica di qualità ed eccellenza».
La protesta è stata alimentata dalle dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione, Joao Costa, che venerdì ha espresso la sua preoccupazione per la «sproporzione» dello sciopero degli STOP e la sua intenzione di ricorrere ai servizi minimi.
«Ministro, ascolti, la scuola è in lotta», «No alla municipalizzazione» e «Uniti per l’istruzione» sono stati alcuni degli slogan scanditi dai presenti, che hanno chiesto miglioramenti nell’occupazione e una riduzione della precarietà.
Lo STOP ha iniziato uno sciopero a tempo indeterminato il 7 dicembre, a cui si sono uniti gli insegnanti e il personale delle scuole pubbliche portoghesi, con serrate nelle scuole stesse.
La ragione dello sciopero è stata la modifica del processo di selezione e reclutamento degli insegnanti e dopo che il governo ha aperto la porta alla partecipazione dei dirigenti scolastici nella selezione degli insegnanti. Chiedono anche salari migliori.
Fonte: (EUROPA PRESS)






