
Il primo ministro iracheno Mohamed Shia al Sudani si è espresso a favore di un prolungamento a tempo indeterminato delle circa 2.000 forze dell’esercito statunitense e della NATO presenti nel suo Paese per proteggere la popolazione, attraverso operazioni prevalentemente logistiche, dalla minaccia rappresentata dai resti dell’organizzazione jihadista dello Stato Islamico.
«Penso che abbiamo bisogno di forze straniere. L’eliminazione dello Stato Islamico è qualcosa che richiederà tempo», ha spiegato in un’intervista esclusiva al Wall Street Journal, in dichiarazioni che evidenziano l’attuale realtà politica in Iraq, dove le forze filo-iraniane hanno perso parte del loro storico sostegno.
Al-Sudani ha chiarito che la presenza di queste forze internazionali non dovrebbe avere carattere di combattimento, ma piuttosto di supporto logistico per i circa 900 militari statunitensi che combattono le cellule dello Stato Islamico nella vicina Siria.
Il primo ministro ha inoltre espresso il desiderio di mantenere con la Casa Bianca relazioni tanto strette quanto quelle tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita o altri Paesi del Golfo. «È un obiettivo che stiamo perseguendo e non lo vedo impossibile», ha dichiarato il primo ministro, per il quale sono ipotizzabili buone relazioni con l’Iran e gli Stati Uniti, attualmente nemici inconciliabili.
Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden «è diverso nel senso che è pienamente consapevole della situazione in Iraq».
A questo proposito, intende inviare una delegazione di alto livello a Washington il mese prossimo per cercare di organizzare un incontro faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti, anche se il Dipartimento di Stato americano non si è espresso in merito.
Fonte: (EUROPA PRESS)






