
La Corte di Giustizia del Distretto Federale di Brasilia ha ammesso la denuncia presentata dalla polizia contro tre sostenitori filo-bolsonari che stavano preparando una bomba da collocare in una cisterna di carburante nei pressi dell’aeroporto internazionale di Brasilia.
L’indagine è iniziata il 24 dicembre, dopo che l’autista del camion ha notato la presenza di un oggetto estraneo nel veicolo e ha allertato la polizia. L’ordigno è stato fatto esplodere in modo controllato e, dopo l’arresto dei sospetti, è stato sequestrato un intero arsenale di armi in loro possesso.
Il rapporto della polizia imputa a Washington de Oliveira Sousa, Alan Diego dos Santos e Welligton Macedo de Souza la fabbricazione dell’ordigno esplosivo, poi collocato dallo stesso Macedo.
Sono accusati del reato di esplosione per «aver messo in pericolo la vita, l’integrità fisica o la proprietà altrui facendo esplodere o collocando un ordigno di dinamite o altra sostanza con effetti simili», che comporta una pena tra i tre e i sei anni di carcere, riferisce TV Globo.
La Procura chiede che la pena sia aumentata di un terzo a causa dell’aggravante che l’obiettivo era un camion carico di carburante e sottolinea che il tutto era stato pianificato nell’accampamento pro-Bolsonar fuori dalla sede dell’esercito a Brasilia.
«L’obiettivo degli imputati era quello di commettere reati che potessero causare disordini sociali in modo da provocare un intervento militare e decretare lo stato d’assedio», si legge nella denuncia.
Fonte: (EUROPA PRESS)






