
Il primo ministro del Perù, Alberto Otárola, ha difeso la necessità che la presidente Dina Boluarte rimanga in carica, poiché in caso contrario «si aprirebbe la porta all’anarchia» in un momento di profonda crisi politica e sociale.
Otárola ha sottolineato che Boluarte «non si dimetterà» a causa del suo «senso di alta responsabilità» e ha posto l’accento sul «dialogo democratico» come unica via d’uscita dalla difficile situazione che il Paese sta attraversando, con circa quaranta morti da quando sono iniziate le proteste per l’arresto dell’ex presidente Pedro Castillo.
«La via d’uscita è che i peruviani si capiscano, si siedano a parlare e abbiano un dialogo democratico sulla base di varie piattaforme», ha dichiarato il primo ministro peruviano al canale Latina Televisión.
«La storia ci giudicherà, vedrà in seguito se abbiamo fatto bene o male. Nel frattempo, la nostra coscienza è assolutamente pulita», ha detto Otárola, per il quale le dimissioni di Boluarte sarebbero un cedimento alle aspirazioni del «piccolo gruppo organizzato di violenti» che ha preso il controllo delle proteste.
In questo senso, Otárola ha dichiarato di aver ricevuto minacce da «un piccolo gruppo finanziato dal narcotraffico e dalle miniere illegali», ma nonostante ciò ha sottolineato che questi «nemici dello Stato» non potranno mettere in discussione il suo appoggio al presidente Boluarte.
Fonte: (EUROPA PRESS)






