
Il Ministero degli Esteri boliviano ha confermato che la missione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha lasciato il Paese, pur negando che si tratti di un’espulsione, come sostenuto dal partito di opposizione Comunidad Ciudadana (CC).
«Chiarisce all’opinione pubblica, di fronte alle false versioni diffuse sulla presunta espulsione della missione tecnica dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che questo organismo ha rispettato il periodo di permanenza nel Paese che era stato concordato in anticipo con lo Stato», si legge in un comunicato, datato 19 gennaio.
Il banco della Comunidad Ciudadana ha denunciato il giorno prima che il governo boliviano del presidente Luis Arce ha espulso la missione e che il Movimiento Al Socialismo (MAS) ha un «piano nero» contro i diritti umani, come riportato venerdì dal quotidiano ‘El Deber’.
In particolare, la senatrice del CC Cecilia Requena ha alluso al fatto che la partenza della missione, sbarcata in Bolivia nel 2020 dopo aver firmato un accordo di un anno che è stato prorogato fino al dicembre 2022, aumenta la mancanza di protezione per la popolazione.
«Al momento la nostra mancanza di protezione è enorme, perché non ci sono altre organizzazioni per i diritti umani nel Paese, come Amnesty International o Human Rights Watch», ha affermato l’autrice, secondo quanto riportato da ‘Los Tiempos’.
L’ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha annunciato nel 2019 l’invio di una commissione per indagare sulle violazioni dei diritti umani commesse nel contesto della crisi politica.
Fonte: (EUROPA PRESS)






