
Il leader del Fronte Polisario, Brahim Gali, è stato rieletto venerdì con il 69% dei voti come segretario generale del movimento saharawi e presidente della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD).
Gali, che resterà in carica per un periodo di tre anni, ha ottenuto 1.253 voti, pari al 69% del totale, mentre il suo rivale, Bashir Mustafa, ha ricevuto il 31% dei voti, secondo la televisione saharawi.
La votazione si è svolta nell’ambito di un congresso tenutosi nella città di Dakhla, a cui hanno partecipato più di 2.000 delegati, per decidere «il futuro della causa saharawi» e stabilire le priorità del movimento, tra cui la composizione del Segretariato e l’elezione del Segretario Generale, la massima autorità del Polisario.
Il relatore della Commissione elettorale, Mohamed Mohamed Ismail, ha sottolineato che l’organismo non ha registrato alcuna violazione o ostacolo che abbia impedito ai delegati di svolgere i loro compiti elettorali, ha riferito l’agenzia di stampa SPS.
Da parte sua, il delegato del Polisario per la Spagna, Abdullah Arabi, ha affermato che il congresso giunge in una fase «decisiva» della lotta per la decolonizzazione del Sahara Occidentale, soprattutto «dopo la violazione del cessate il fuoco da parte del Marocco, che ha obbligato il popolo saharawi a riprendere la lotta armata», secondo un comunicato inviato dal Polisario.
Ghali, nato a Smara il 19 agosto 1949, è stato eletto segretario generale del Polisario nel 2016 dopo la morte di Mohamed Abdelaziz, avvenuta dopo quasi 40 anni di mandato. Tra i suoi incarichi, è stato ministro dei Territori occupati dal 1998 al 1999 e rappresentante del Polisario in Spagna dal 1999 al 2008.
L’ex colonia spagnola del Sahara Occidentale è stata occupata dal Marocco nel 1975 nonostante la resistenza del Fronte Polisario, con cui è stata in guerra fino al 1991, quando le due parti hanno firmato un cessate il fuoco in vista di un referendum sull’autodeterminazione, ma le divergenze sul censimento e sull’inclusione o meno dei coloni marocchini ne hanno finora impedito lo svolgimento.
Il 14 novembre 2020, il Fronte Polisario ha dichiarato la rottura del cessate il fuoco con il Marocco in risposta a un’azione militare marocchina contro attivisti saharawi a Guerguerat, nella zona di de-escalation concordata, che i saharawi consideravano una violazione dei termini del cessate il fuoco.
L’ultima battuta d’arresto per gli indipendentisti saharawi è stato il sostegno del governo spagnolo al piano di autonomia marocchino reso pubblico il 18 marzo in una lettera indirizzata al re alauita Mohammed VI, un cambiamento di posizione descritto come un tradimento dal Fronte Polisario, che ricorda che la Spagna è ancora «de jure» la potenza amministratrice del Sahara occidentale.
Fonte: (EUROPA PRESS)






