
L’ex primo ministro ceco e candidato alle presidenziali Andrej Babis lunedì ha messo in discussione il principio di mutua difesa della NATO in vista del secondo turno delle elezioni presidenziali previsto per questo fine settimana.
Le sue osservazioni controverse sono arrivate durante un dibattito televisivo in cui ha detto che non avrebbe inviato truppe ceche in Polonia anche se il territorio polacco fosse stato attaccato. «No. Voglio la pace, non la guerra. In nessun caso manderò i nostri figli in guerra», ha dichiarato, escludendo anche l’invio di truppe negli Stati baltici in caso di attacco.
Babis affronterà l’ex generale della NATO Petr Pavel al secondo turno. I sondaggi mostrano Pavel in vantaggio con il 58,8% dei voti contro il 41,2% di Babis.
Pavel, da parte sua, ha respinto le parole di Babis e ha ribadito l’articolo 5 della NATO, secondo il quale un attacco a un membro della NATO rappresenta un attacco a tutte le nazioni della NATO. Ha affermato che «se siamo membri di tale organizzazione, non è solo per beneficiare della sicurezza collettiva, ma anche per dare il nostro contributo».
Il vice primo ministro del Paese, Ivan Bartos, ha avvertito in un messaggio sul suo account Twitter che le parole di Babis «rappresentano un danno concreto e diretto al Paese», oltre che un «tradimento degli alleati della Repubblica Ceca».
Nel frattempo, il primo ministro Petr Fiala ha invitato alla moderazione nel contesto della campagna elettorale per «non danneggiare gli interessi del Paese». Babis, da parte sua, ha fatto marcia indietro poco dopo e ha sottolineato che «rispetterà l’articolo 5 della NATO se dovesse verificarsi un vero attacco».
Fonte: (EUROPA PRESS)






