
Lunedì l’Unione Europea ha adottato una nuova serie di sanzioni contro 18 persone e 19 entità responsabili di violazioni dei diritti umani in Iran, in seguito alla repressione da parte delle autorità delle proteste a favore della democrazia, dopo la morte della giovane Masha Amini.
Con questa decisione, i ministri degli Esteri dell’UE stanno intensificando la pressione su Teheran con una quarta serie di misure in risposta alla crescente violenza del regime, che ha perseguitato i manifestanti e condannato a morte e giustiziato diversi individui da settembre, quando la morte della giovane donna curda in custodia della polizia ha scatenato una cascata di proteste nel Paese.
Tra le nuove sanzioni figurano il ministro iraniano dello Sport e della Gioventù, Hamid Sajjadi, accusato di perseguitare gli atleti e di impedire loro di esprimersi a livello internazionale contro la repressione in Iran, nonché diversi governatori di varie regioni del Paese e comandanti del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche.
L’UE ha aggiunto alla «lista nera» anche 19 entità, tra cui diversi rami regionali del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, le forze speciali della polizia iraniana e l’Ufficio centrale per l’ordine del bene e la proibizione del male, tutti accusati di aver scatenato la violenza contro i manifestanti in Iran.
Le sanzioni si estendono anche a diverse aziende tecnologiche che forniscono servizi di cybersicurezza a Teheran e che, secondo l’UE, promuovono la censura e la sorveglianza dei manifestanti sui social media.
«Al popolo iraniano: vi ascoltiamo», ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che ha affermato che l’UE continuerà a sostenere le aspirazioni delle proteste iraniane per «libertà e dignità». Michel ha dichiarato che questa nuova tornata di sanzioni è un «chiaro messaggio» che l’UE non rimarrà inattiva di fronte alle violazioni dei diritti umani in Iran.
GUARDIA RIVOLUZIONARIA IRANIANA Sul tavolo del Consiglio Affari Esteri c’era anche il dibattito sulla designazione della Guardia Rivoluzionaria Iraniana come organizzazione terroristica nell’UE, una questione per la quale paesi come la Germania stanno spingendo, ma che non riscuote consenso tra i 27 Paesi dell’UE e per la quale non è stata presentata alcuna proposta formale.
Nelle dichiarazioni rilasciate prima dell’incontro, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE, Josep Borrell, ha sottolineato che questo passo richiede una decisione giudiziaria. «Prima è necessaria una decisione del tribunale. Non si può dire: ‘Ti considero un terrorista perché non mi piaci'», ha dichiarato da Bruxelles.
In questo senso, ha spiegato che deve esserci una condanna concreta e poi si lavorerà a livello europeo per studiare questa inclusione, che Teheran ha comunque minacciato di avere «conseguenze devastanti» per l’accordo sul nucleare che l’UE sta cercando di rilanciare da mesi e che fonti diplomatiche europee sconsigliano, comprendendo che «impedisce il progresso su altre questioni» con il regime iraniano.
Fonte: (EUROPA PRESS)






