
Il Parlamento marocchino ha fatto un ulteriore passo avanti nel mostrare il suo disappunto per la risoluzione del Parlamento europeo che critica il Marocco per le sue molestie nei confronti dei giornalisti e per il suo presunto coinvolgimento nel pagamento di tangenti agli eurodeputati, inviando una lettera alla presidente dell’istituzione europea, Roberta Metsola, in cui avverte che il testo è un'»offesa» al Paese alawita che danneggia il rapporto «leale» e di fiducia tra le due regioni.
«Delusione, costernazione e profondo rammarico (sono i sentimenti) che prevalgono all’indomani della risoluzione adottata dal Parlamento europeo, che difficilmente può essere descritta in altro modo se non come un’offesa al Marocco», afferma il presidente della Camera dei rappresentanti marocchina, Rachid Talbi Alami, in una lettera a cui Europa Press ha avuto accesso.
La lettera serve anche a informare il Parlamento europeo della decisione raggiunta dalle due camere del Parlamento marocchino il 23 gennaio di «riconsiderare» le relazioni bilaterali in considerazione della «pericolosa» deriva del Parlamento europeo per essersi «lasciato guidare da alcuni ambienti ostili» nel quadro di «una campagna di false accuse rivolte a un partner tradizionale e credibile».
Questa è la risposta del Parlamento marocchino alla risoluzione del 19 gennaio al Parlamento europeo, approvata a larghissima maggioranza in una votazione a cui il PP ha scelto di non partecipare e in cui il PSOE si è dissociato votando quasi da solo contro il testo – a differenza anche della sua famiglia europea, i Socialisti e Democratici, che l’hanno appoggiata.
In questo contesto, la lettera di Rachid Talbi Alami a Metsola sottolinea il partenariato «leale» basato sulla «fiducia reciproca» che, a suo dire, è sempre esistito tra le assemblee parlamentari delle due regioni e si rammarica del fatto che i consueti canali di comunicazione – ad esempio la commissione mista – siano stati «aggirati» e con la risoluzione critica questi canali siano rimasti «vuoti».
Con la franchezza di un interlocutore da sempre fedele al partenariato tra il Parlamento marocchino e quello europeo: «Questa risoluzione è un concentrato di accuse e invenzioni che colpiscono la sovranità del Marocco, la dignità del suo Parlamento, l’integrità della sua giustizia e i sentimenti del suo popolo», critica il politico marocchino.
Sottolinea inoltre il rifiuto «in blocco» da parte del Parlamento marocchino della risoluzione parlamentare europea, che considera «pregiudizievole e parziale», include «affermazioni infondate» e cerca di esercitare «pressioni» sulla «sovranità del Marocco e sulla sua giustizia indipendente».
In questo contesto, la lettera che Metsola ha già ricevuto – ma che non ha ancora ricevuto risposta, secondo quanto riferito da fonti parlamentari a Europa Press – indica coloro che «senza scrupoli» hanno «contaminato» l’attività parlamentare con la propria agenda con l’obiettivo di «screditare» l'»irreversibile impegno democratico» del Marocco.
Fonte: (EUROPA PRESS)






