
Giovedì il governo boliviano ha negato le accuse del governo peruviano secondo cui un gruppo indigeno boliviano simpatizzante di Evo Morales avrebbe portato illegalmente armi attraverso il confine.
Dopo che mercoledì il presidente del Perù, Dina Boluarte, ha denunciato che il gruppo indigeno Ponchos Rojos (Poncho Rosso), legato all’ex presidente boliviano Evo Morales, è coinvolto nel trasporto di armi e munizioni attraverso il confine tra i due Paesi, il Ministero degli Esteri boliviano ha definito l’accusa «fallace», secondo quanto riportato dall’ABI.
«Secondo le informazioni che abbiamo ricevuto dalle autorità competenti, nessuna arma o munizione è entrata in territorio peruviano, lo abbiamo detto categoricamente e abbiamo anche inviato una nota ufficiale alla Repubblica del Perù per escludere queste possibilità», ha dichiarato il viceministro degli Esteri della Bolivia Freddy Mamani in una conferenza stampa.
Secondo il governo boliviano, il presidente Boluarte ha ricevuto queste informazioni «nella foga del momento, del conflitto». Manami ha avvertito che «dichiarazioni di questo tipo danneggiano le relazioni che abbiamo con il Perù».
Mercoledì Boluarte ha chiesto alla Procura peruviana di indagare «rapidamente e obiettivamente» sul coinvolgimento dei Ponchos Rojos, assicurando che le loro armi sono state utilizzate negli scontri avvenuti il 9 gennaio nelle regioni di Juliaca e Puno, che hanno causato la morte di 18 persone, come riporta il quotidiano «El Deber».
«Sappiamo in via ufficiosa che questi proiettili letali, chiamati ‘dum dum’, portati dai Ponchos Rojos, sono entrati attraverso la frontiera tra Perù e Bolivia, per questo dico che la Procura dovrebbe indagare in modo oggettivo e rapido, in modo che tutti possiamo conoscere la verità», ha detto Boluarte.
Fonte: (EUROPA PRESS)






