
L’Unione europea ha condannato il fatto che la Russia abbia preso di mira l’organizzazione che gestisce il portale di notizie indipendente Meduza, considerandolo «un altro grave attacco politicamente motivato alla libertà dei media».
Le autorità russe hanno dichiarato «indesiderabili» le attività della ONG straniera Meduza Project, proprietaria del portale di notizie Meduza, nell’ambito di un’escalation di repressione che si è intensificata dall’inizio dell’offensiva militare in Ucraina.
Il Servizio per l’azione esterna dell’UE ritiene che, con questa nuova ritorsione, la Russia stia dimostrando che «non è sufficiente diffondere informazioni manipolate sulla guerra in Ucraina», ma sta cercando di impedire ai media indipendenti di pubblicare le proprie analisi.
Oltre al caso Meduza, anche il Centro Sakharov si è visto revocare l’affitto dei suoi locali, il che, agli occhi del SEAE, completa «un giorno nero» per la società civile in Russia, «un nuovo punto morto nel calpestamento dei diritti e delle libertà da parte del Cremlino».
«La sua aggressione contro l’Ucraina è accompagnata da una continua e crescente repressione contro la popolazione russa», ha lamentato l’ufficio diretto da Josep Borrell, che ha esortato Mosca a revocare le leggi che consentono questa repressione.
Fonte: (EUROPA PRESS)






