
Migliaia di burkinabé sono scesi in piazza nella capitale del Paese, Ouagadougou, questo fine settimana per applaudire la decisione presa dalla giunta militare guidata dal capitano Ibrahim Traoré di ritirare il contingente militare francese dal Paese in base agli accordi firmati con Parigi nel 2018.
L’annuncio fatto lunedì dal cosiddetto «governo di transizione» è stato accolto da un applauso da parte di settori della popolazione che da mesi chiedevano il ritiro delle truppe francesi, considerate un’espressione colonialista.
«Grazie a Sua Eccellenza il compagno capitano Traoré e al coraggioso popolo del Burkina Faso, abbiamo cacciato il contingente francese dal Paese. Non siamo schiavi di nessuno», ha dichiarato uno dei manifestanti, Gislain Dabiré, al portale Burkina24 durante la grande manifestazione di sabato scorso.
I manifestanti hanno anche applaudito la sostituzione dell’ambasciatore francese in Burkina, Luc Hallade, e la sospensione delle trasmissioni di Radio France Internationale (RFI), l’emittente pubblica internazionale francese, tutti segni di un profondo deterioramento delle relazioni bilaterali dovuto, secondo il governo francese, alla crescente influenza della Russia nel Paese attraverso, in particolare, la presenza del gruppo mercenario Wagner.
Il segretario generale del Collettivo dei leader panafricani e organizzatore della manifestazione, Alpha Segbo, ha affermato che gli ultimi eventi non devono essere interpretati come un gesto di inimicizia nei confronti della popolazione francese, ma piuttosto come un’espressione del «problema della politica del governo francese».
Un’altra manifestazione, svoltasi sabato nella città settentrionale di Ouahigouya, ha applaudito in particolare le relazioni con la Russia come alleato nella lotta contro il terrorismo jihadista. «La partnership con la Russia ha un solo obiettivo: fornirci l’equipaggiamento di cui abbiamo bisogno, perché i nostri uomini hanno la qualità necessaria per porre fine a questa guerra», ha dichiarato uno degli organizzatori della marcia, Ali Badra.
Fonte: (EUROPA PRESS)






