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Il Papa visita da domani la RDC e il Sud Sudan per portare una «parola di pace».

Roberto De Luca

2023-01-30
Archivio
Archivio – Il Papa sale sull’aereo per recarsi in Iraq – Cecilia Fabiano/LaPresse via ZUM / DPA

Il Papa si reca questa settimana – dal 31 gennaio al 5 febbraio – nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Sud Sudan per portare «una parola di pace» a due Paesi devastati da guerre, attacchi terroristici e cambiamenti climatici. In questo modo, riprende la visita che ha dovuto rimandare lo scorso luglio a causa di problemi al ginocchio.

Francesco si reca in Africa per la quarta volta nei suoi quasi dieci anni di Pontificato e, con la RDC e il Sud Sudan, avrà visitato dieci Paesi del continente. Nel 2015 ha visitato il Kenya, l’Uganda e la Repubblica Centrafricana; il Marocco nel marzo 2019; e poi Mozambico, Madagascar e Mauritius nello stesso anno.

Il Papa si reca nell’area poco dopo che il 15 gennaio almeno 17 persone sono state uccise e 20 ferite in un attentato dinamitardo contro una chiesa evangelica a Kasindi, una città al confine tra la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, un’area in cui il Pontefice non si recherà in ogni caso.

«NON CI SONO MINACCE CONCRETE».

Tuttavia, il Vaticano ritiene che «non ci sia alcuna minaccia concreta», come ha comunicato il direttore della Sala Stampa, Matteo Bruni, che ha anche assicurato che le autorità locali hanno messo in atto «tutte le misure di sicurezza per garantire la sicurezza di tutti». «È un viaggio bellissimo per portare una parola di pace», ha detto, sottolineando che circa il 20% dei cattolici del mondo vive nel continente africano, e questa percentuale è in aumento.

Tuttavia, nei due Paesi che Francesco visiterà si stanno combattendo delle guerre. «Se quella in Sud Sudan assomiglia a un’antica guerra etnica, quella nell’est della RD Congo è post-moderna, è una guerra che continua quasi per ragioni interne perché c’è stata una privatizzazione del commercio delle armi, c’è molta gente che vive di questa situazione e quando ci sono molti gruppi in guerra è difficile trovare il nodo politico della questione», ha spiegato il politico italiano Mario Giro, membro della Comunità di Sant’Egidio.

Il Pontefice arriverà martedì nella capitale della RD Congo, Kinshasa, con un messaggio di riconciliazione e speranza. Lì incontrerà il Presidente della Repubblica, Felix Tshisekedi, e terrà il suo primo discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico.

Francesco ha voluto recarsi a Goma per toccare con mano la miseria della gente. In realtà, era previsto nell’agenda del viaggio del luglio 2022, ma alla fine quella tappa ha dovuto essere cancellata per motivi di sicurezza. «Non vado perché ho paura. A me non succederà nulla, ma con un’atmosfera del genere e vedendo quello che stanno facendo, potrebbero lanciare una bomba nello stadio e uccidere molte persone», ha detto il Papa lo scorso dicembre in un’intervista a «Mundo Negro».

Mercoledì Francesco celebrerà una messa a cui si prevede la partecipazione di circa due milioni di persone all’aeroporto della città di Ndolo, mentre nel pomeriggio, presso la Nunziatura, si terranno due incontri: il primo con le vittime dell’est del Paese e il secondo con i rappresentanti di alcune associazioni caritative.

Il 2 febbraio Francesco avrà tre incontri, due pubblici, con giovani e catechisti, e poi con sacerdoti, diaconi, consacrati e seminaristi. L’incontro privato sarà con i membri della Compagnia di Gesù. Prima di lasciare la Repubblica Democratica del Congo, terrà un incontro con i vescovi.

Francesco si reca nella Repubblica Democratica del Congo seguendo le orme di Papa Giovanni Paolo II, che ha visitato il Paese due volte nel 1980 – la prima visita papale nel continente africano dopo quella di Paolo VI in Uganda nel 1969 – e nel 1985.

SUDAN DEL SUD, PACE INSTABILE Il giorno seguente, Francesco partirà per la capitale del Sud Sudan, Juba, e con lui ci saranno l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, e il moderatore dell’Assemblea generale della Chiesa di Scozia, Jim Wallace.

Francesco desiderava da tempo recarsi in Sud Sudan, un Paese prevalentemente cristiano, ma la situazione di instabilità del Paese aveva complicato i piani di visita del Papa.

Nell’aprile 2019 il Vaticano ha ospitato un ritiro spirituale per i leader e le autorità ecclesiastiche del Sud Sudan, durante il quale il Pontefice si è inginocchiato ai loro piedi e li ha pregati di dare una possibilità alla pace e di essere degni padri della nazione.

Nel 2018 è stato firmato un traballante accordo di pace nel Paese più giovane del mondo, ponendo fine a una guerra civile durata cinque anni in cui sono state uccise 400.000 persone.

A Juba, dopo la cerimonia di benvenuto, il Papa farà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Salva Kiir Mayardit, presso il palazzo presidenziale, seguita da un incontro con i vicepresidenti e con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico.

Sabato 4 febbraio incontrerà vescovi, sacerdoti, diaconi, persone consacrate e seminaristi, seguiti da un incontro privato con i membri della Compagnia di Gesù, un incontro pubblico con gli sfollati e una preghiera ecumenica.

Domenica 5 febbraio, prima della cerimonia di commiato e del ritorno in Vaticano, Francesco celebrerà la Messa al Mausoleo di Garang.

Fonte: (EUROPA PRESS)

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