
Il Parlamento iraniano sta valutando una nuova legge che prevede pene ancora più severe per la pubblicazione di affermazioni false, in un’ulteriore battuta d’arresto per la già martoriata libertà di espressione del Paese.
Il portale di notizie iraniano Etemad ha riferito che il disegno di legge prevede pene fino a 15 anni di carcere e multe per chiunque rilasci una falsa dichiarazione che provochi disordine e insicurezza o danneggi le persone o le loro proprietà.
Prevede inoltre il pagamento di un indennizzo per la perdita di vite umane o per danni alla proprietà e l’interdizione fino a dieci anni. La norma sarebbe una risposta a presunte dichiarazioni provocatorie nel contesto della recente ondata di proteste nel Paese, che hanno provocato centinaia di morti.
Le manifestazioni sono iniziate a metà settembre in seguito alla morte della curdo-iraniana Mahsa Amini, arrestata perché avrebbe indossato in modo scorretto il velo islamico. Numerose personalità iraniane hanno espresso la loro solidarietà con le proteste.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno criticato gli attuali reati penali, come la «corruzione in terra» o la «guerra contro Allah», in quanto utilizzati per imporre sentenze arbitrarie e persino la pena di morte. Dall’inizio delle proteste sono state giustiziate quattro persone e il numero dei detenuti si aggira intorno alle 20.000 unità.
Fonte: (EUROPA PRESS)






