
L’ufficio del difensore civico del Perù ha dichiarato domenica che il governo e il Congresso del Paese hanno «il potere politico di pacificare e cambiare» la situazione nella nazione andina, che è stata coinvolta in proteste anti-governative dall’inizio di dicembre.
«Il modo moralmente più ripugnante di agire è lasciare che la gente muoia quando si ha in mano il potere politico di pacificare e cambiare il tragico corso di questi giorni. I rami legislativo ed esecutivo del governo possono farlo», si legge in una dichiarazione dell’organizzazione.
«Ogni giorno che passa, la vita di qualcuno è in pericolo e la democrazia – quel grande anelito repubblicano – si sta disfacendo sotto i nostri occhi», ha denunciato l’Ufficio del Difensore civico, che ha riferito che dall’inizio delle proteste sono stati registrati 58 morti.
L’Ufficio del Mediatore ha richiamato la responsabilità delle istituzioni del Paese, criticando il fatto che «la morte di persone durante le proteste non è un ‘costo sociale’, né un ‘danno collaterale'».
«I peruviani ratificano periodicamente, con il voto popolare, la nostra fede nella democrazia. E speriamo che la democrazia consideri prioritaria la vita di ognuno di noi: studenti, poliziotti, medici, soldati, indigeni, imprenditori, giornalisti e funzionari pubblici», continua la lettera.
In questo senso, l’Ufficio del Mediatore ha voluto ricordare che una delle sue funzioni è quella di «recuperare il senso etico del servizio pubblico e della condotta dei cittadini, al cui centro c’è e ci sarà sempre la vita umana».
Fonte: (EUROPA PRESS)






