
Il Ministro dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione, Luis Planas, lunedì ha auspicato una riforma della legislazione europea sul trasporto di animali vivi, una posizione difesa anche da Paesi come il Portogallo e che si scontra con la richiesta di un divieto totale proposta da un blocco di sei Paesi dell’Europa settentrionale e centrale.
Planas ha rilasciato queste dichiarazioni al suo arrivo a Bruxelles per incontrare i suoi colleghi dell’Unione Europea (UE) e, su richiesta della delegazione portoghese, per scambiare punti di vista sulla revisione di questa legislazione, che sarà inclusa nel pacchetto sul benessere degli animali che sarà presto presentato dalla Commissione Europea.
«Si tratta di migliorare le condizioni, tenendo conto delle caratteristiche della Spagna e di altri Paesi periferici dell’UE, con tempi di trasporto più lunghi e temperature elevate», ha detto il ministro, riferendosi alla situazione della penisola iberica, tra gli altri territori, e riassumendo la sua posizione sulla questione con «riforma sì; divieto no».
I 27 Paesi dell’UE si aspettano che Bruxelles formuli le sue proposte in materia nel prossimo futuro, ma anche se il suo approccio è ancora sconosciuto, Planas ha detto di essere fiducioso che le posizioni di Spagna e Portogallo saranno prese in considerazione e che non crede che la Commissione prenderà in considerazione l'»estremo» di vietare questa pratica.
I ministri discuteranno anche del contenuto della direttiva sulle emissioni industriali, in discussione presso i loro omologhi dell’Ambiente, per verificare l’effetto e la portata che può avere sul settore agricolo, motivo per cui Planas ha fatto sapere che chiederà un lavoro congiunto a livello tecnico, affinché i punti di vista dell’agricoltura si riflettano in modo più significativo.
Il testo di Bruxelles sulle emissioni propone un limite di 150 unità di bestiame, un tetto che Planas considera «eccessivamente basso», anche se la principale richiesta della Spagna, insieme ad altri Stati membri, è che la direttiva differenzi i metodi di produzione perché, secondo il ministro, l’allevamento estensivo ha «effetti ambientali enormemente positivi che devono essere presi in considerazione».
Durante l’incontro di lunedì si discuterà anche dell’attuale situazione del mercato agricolo, per il quale il ministro vede una tendenza sostenuta alla stabilizzazione, anche se ha avvertito della necessità di rimanere attenti alla sua volatilità: «Qualsiasi evento, sia climatico che legato alla guerra in Ucraina, può seriamente influenzare la produzione. Non ci sono rischi immediati, ma ci sono tensioni importanti».
D’altra parte, Planas ha anticipato che sosterrà un’iniziativa della delegazione slovena per una possibile revisione della direttiva del Consiglio sul miele, una questione che la Spagna ha già cercato di regolamentare nel modo proposto dalla Slovenia e che, a suo avviso, va nella «giusta direzione».
Fonte: (EUROPA PRESS)






