
In un dibattito con gli eurodeputati martedì, la Commissione europea ha affermato che l’accordo sull’aviazione che ha negoziato per conto dell’UE-27 con il Qatar è stato negoziato in piena «trasparenza» e «non è stato fatto nulla che non avrebbe dovuto essere fatto», quindi non vede alcun motivo per fermare il processo di ratifica, come chiedono alcuni membri del Parlamento europeo dopo lo scandalo delle tangenti presumibilmente pagate dal Qatar per ottenere influenza nelle istituzioni europee.
«Dal punto di vista di come è stato negoziato l’accordo, della trasparenza con cui è stato condotto, delle consultazioni, della necessità di contare sui 27 – e sulla loro industria – (è stato fatto) in modo tale che non posso vedere alcuna forma di interferenza o di impatto dubbio», ha dichiarato Carlos Bermejo Acosta, dirigente dell’UE responsabile degli accordi sull’aviazione presso la Direzione Generale dei Trasporti, difendendo la «trasparenza» con cui Bruxelles ha negoziato l’accordo con il Qatar.
Altrimenti l’accordo non sarebbe stato negoziato, lo avremmo fermato molto prima», ha ribadito, prima di sottolineare che in un accordo internazionale le parti possono decidere in qualsiasi momento di abbandonarlo, perché così come sono «libere» di sigillarlo, sono anche «libere» di «abbandonarlo».
L’UE e il Qatar hanno firmato l’accordo nell’ottobre 2021, dopo negoziati durati tra il 2016 e il 2019, ma è ancora in corso il lungo processo di ratifica, che per questo tipo di accordi richiede solitamente anni, per cui si prevede che venga applicato in via provvisoria mentre questo processo viene portato avanti.
Infatti, nel caso dell’accordo UE-Qatar, solo otto Paesi membri lo hanno già ratificato (Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Romania, Irlanda, Grecia, Ungheria e Austria) e finché non sarà finalizzato nei 27 parlamenti nazionali, non passerà a livello europeo per l’approvazione del Consiglio e il consenso del Parlamento europeo.
In questo contesto, l’esperto dell’UE ha anche sottolineato che l’obiettivo dell’accordo negoziato non è quello di liberalizzare l’accesso al settore, dato che ci sono 23 Paesi dell’UE che hanno accordi bilaterali con il Qatar, ma di «creare condizioni di parità e assicurare una concorrenza leale», introducendo al contempo garanzie «sociali e ambientali» ed evitando «future distorsioni della concorrenza».
Bermejo Acosta ha anche insistito, in risposta alle domande dei deputati della Commissione Trasporti, sul fatto che durante i negoziati Bruxelles ha informato, consultato e concordato le posizioni con gli Stati membri e i rispettivi settori dell’aviazione per garantire che il risultato fosse soddisfacente per tutti.
Fonte: (EUROPA PRESS)






