
Un gruppo di democratici della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha chiesto al Presidente Joe Biden di sospendere ogni cooperazione in materia di sicurezza con il Perù a causa del «modello di repressione» del governo nei confronti delle proteste che si stanno svolgendo nel Paese da quasi due mesi.
In una lettera inviata lunedì, il gruppo di democratici ha denunciato la «violenza indiscriminata» e l'»uso costante ed eccessivo della forza» per reprimere le proteste di coloro che chiedono elezioni anticipate, la partenza della presidente Dina Boluarte, la liberazione dell’ex presidente Pedro Castillo e la creazione di un’assemblea costituente per modificare la Costituzione.
In questo senso, i circa venti democratici che hanno firmato la lettera chiedono al Presidente Biden di denunciare pubblicamente «le continue violazioni dei diritti umani» e di fare pressione sul governo peruviano affinché rispetti il diritto alla legittima protesta pacifica e al giusto processo.
Come conseguenza di questo «peggioramento» della situazione politica, invitano Biden a sospendere temporaneamente tutti i fondi per l’assistenza alla sicurezza fino a quando non sarà chiaro che non solo la repressione, che finora ha causato quasi 60 morti, è terminata, ma che i responsabili saranno chiamati a rispondere delle loro azioni.
La lettera osserva che le proteste, iniziate con la richiesta di liberazione di Castillo, si sono estese alla richiesta di «cambiamenti politici di vasta portata», sottolineando che le persone coinvolte sono «indigeni peruviani a basso reddito e rurali».
«Le forze di sicurezza peruviane hanno risposto alle proteste, per lo più pacifiche, con un uso arbitrario e sproporzionato della forza», si legge nella lettera, che cita episodi come «l’irruzione violenta e arbitraria» nelle residenze degli studenti dell’Università San Marcos di Lima il 22 gennaio.
«Un’azione senza precedenti nella recente storia democratica del Perù», che «sottolinea l’urgente necessità di una risposta energica da parte degli Stati Uniti», si legge nella lettera che, pur riconoscendo la presenza di «un piccolo numero» di manifestanti violenti, rimprovera a Boluarte di non distinguere tra i manifestanti e di aumentare le tensioni etichettando tutti come «terroristi».
Allo stesso tempo, i firmatari hanno trasmesso a Biden la loro preoccupazione per l’ultimo incontro tra l’ambasciatore uscente degli Stati Uniti in Perù, Lisa Kenna, e il ministro della Difesa, Jorge Chávez, e per l’annuncio di altri otto milioni di dollari per il programma di eradicazione della coca del governo peruviano, dato che questi fondi finanziano «le forze coinvolte nelle atroci violazioni dei diritti umani attualmente in corso».
«Riteniamo che le azioni che proponiamo invierebbero un segnale forte di sostegno ai diritti fondamentali e contribuirebbero a promuovere un impegno effettivo per una risoluzione politica», conclude la lettera.
Fonte: (EUROPA PRESS)






