
Martedì la Russia ha annunciato la propria disponibilità a organizzare un nuovo ciclo di colloqui a Mosca tra i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian, Ararat Mirzoian e Ceyhun Bayramov, sulla situazione nel Nagorno-Karabakh.
«La parte russa ha confermato la propria disponibilità a organizzare un altro ciclo di colloqui tra i ministri degli Esteri dei due Paesi sulla questione del trattato di pace tra Armenia e Azerbaigian a Mosca», ha dichiarato il Ministero degli Esteri russo in un comunicato riportato dall’agenzia di stampa Interfax.
Martedì scorso, infatti, il Presidente russo Vladimir Putin ha avuto una telefonata con il Primo Ministro armeno Nikol Pashinian per discutere della crisi umanitaria nel Nagorno-Karabakh e delle attività della missione di pace russa nella regione.
A questo proposito, il premier armeno ha chiesto a Mosca di prendere le «misure necessarie» per porre fine al blocco del corridoio di Lachin, che collega l’Armenia al Nagorno-Karabakh, l’area contesa con l’Armenia che si trova al confine tra i due Paesi.
Sia Putin che Pashinian hanno discusso anche di questioni relative all’attuazione degli accordi trilaterali firmati dai leader di Armenia, Russia e Azerbaigian il 9 novembre 2020, ha riferito Armenpress.
L’Armenia e l’Azerbaigian hanno concordato un cessate il fuoco dopo la guerra del 2020 e all’inizio di ottobre hanno deciso di impegnarsi a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e la Dichiarazione di Alma Ata del 1991, attraverso la quale entrambi i Paesi riconoscono l’integrità territoriale e la sovranità dell’altro.
Negli ultimi anni i due Paesi sono stati ai ferri corti per il controllo del Nagorno-Karabakh, un territorio a maggioranza armena che è stato al centro del conflitto da quando, nel 1988, ha deciso di separarsi dall’Azerbaigian, allora parte dell’Unione Sovietica.
Fonte: (EUROPA PRESS)






