
Le autorità cilene hanno arrestato almeno dieci persone per la loro presunta responsabilità nell’ondata di incendi nel Paese sudamericano, che da domenica ha ucciso 24 persone, secondo una nuova valutazione della situazione fornita dal governo.
Il viceministro degli Interni, Manuel Monsalve, ha confermato domenica la morte di una persona ricoverata ad Angol, nella regione di Araucanía, mentre altre 26 vittime rimangono ricoverate con gravi ustioni in vari centri.
Il governo sa anche che più di 1.100 persone sono state curate e circa 800 case sono state distrutte, a testimonianza della virulenza degli incendi, che stanno colpendo soprattutto le aree del Cile centrale e meridionale.
Inoltre, «10 persone sono state arrestate per possibili responsabilità negli incendi». «Voglio ribadire, e voglio essere molto categorico su questo, che la generazione intenzionale di incendi sarà perseguita penalmente dal governo», ha avvertito Monsalve nella sua apparizione, secondo il quotidiano El Mercurio. Le pene associate a questo tipo di reato vanno dai 5 ai 20 anni di carcere.
Il presidente cileno, Gabriel Boric, si è recato nel sud del Paese per partecipare ai funerali di una vigile del fuoco volontaria che ha perso la vita combattendo contro gli incendi e ha dichiarato alla famiglia che «non sono soli». Ha inoltre ribadito la sua gratitudine ai servizi antincendio per «l’enorme sacrificio che stanno compiendo».
Fonte: (EUROPA PRESS)






