
La Commissione europea ha proposto mercoledì una serie di parametri di riferimento per migliorare la capacità di risposta dell’Unione europea alle emergenze o ai disastri naturali, una proposta che arriva nel bel mezzo della crisi umanitaria causata dal terremoto in Turchia e in Siria, che ha causato la morte di oltre 9.600 persone.
In una raccomandazione agli Stati membri, Bruxelles insiste sul fatto che l’UE deve «fare di più» per migliorare l’anticipazione dei disastri, ossia migliorare la valutazione dei rischi e la preparazione, nonché identificare le vulnerabilità nei settori critici e anticipare le minacce.
Parlando in una conferenza stampa nella capitale dell’UE, il commissario per la gestione delle crisi Janez Lenarcic ha affermato che l’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’UE è quintuplicata negli ultimi anni, una situazione che ha attribuito alla guerra in Ucraina, all’impatto della pandemia e alla crisi climatica. «I disastri naturali non smettono di verificarsi, anzi sono aumentati in intensità e frequenza», ha affermato.
La proposta insiste quindi sull’aumento della preparazione e della consapevolezza delle emergenze da parte del pubblico, sul miglioramento delle capacità di allerta e sulle azioni di allerta precoce a livello nazionale, regionale e locale.
In questo senso, Bruxelles si concentra sul rafforzamento della capacità di risposta del Meccanismo di protezione civile dell’UE, comprendendo che il blocco europeo può fornire maggiore aiuto per colmare le lacune critiche e prevenire l’ulteriore deterioramento di una crisi quando la capacità di un Paese è sopraffatta.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’approccio dell’UE sottolinea la necessità di un sistema di protezione civile «solido», che comprenda una capacità operativa 24 ore su 24 e il miglioramento dei protocolli e degli standard per garantire il coordinamento e la condivisione delle informazioni tra i vari settori.
Fonte: (EUROPA PRESS)






