
Il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha invitato la giunta militare del Mali a «proteggere la libertà di espressione» e ha difeso la «professionalità» della Missione integrata multidimensionale di stabilizzazione delle Nazioni Unite in Mali (MINUSMA) dopo l’ordine di espulsione del direttore dell’ufficio per i diritti umani della missione.
«Nel contesto della transizione politica verso l’ordine costituzionale in Mali, il Segretario generale sottolinea la necessità critica per le autorità maliane di proteggere i diritti umani, compresa in particolare la libertà di espressione, che è fondamentale per il funzionamento di una società democratica», ha dichiarato il portavoce di Guterres, Stéphane Dujarric.
Ha sottolineato che Guterres «ha piena fiducia nella MINUSMA e nell’impegno e nella professionalità del suo personale nell’attuazione del mandato della missione a sostegno del Mali e della sua popolazione, compresa la promozione e la protezione dei diritti umani».
Guterres ha inoltre ricordato che «la dottrina della ‘persona non grata’ non è applicabile al personale delle Nazioni Unite ed è contraria al quadro giuridico applicabile all’ONU, anche per quanto riguarda gli obblighi previsti dalla Carta delle Nazioni Unite e i privilegi e le immunità delle Nazioni Unite e del suo personale».
Le critiche di Guterres arrivano dopo che lunedì l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk ha chiesto alla giunta di revocare la partenza dal Paese del capo dell’ufficio per i diritti umani della MINUSMA, Guillaume Ngefa-Atondoko Andali. Bamako sostiene che egli si sia impegnato in attività «destabilizzanti e sovversive», in contrasto con i doveri della carica.
Secondo la giunta, Andali ha dato voce nei forum internazionali a «usurpatori che si arrogano il titolo di rappresentanti della società civile maliana», riferendosi a persone che si sono espresse contro le autorità e hanno presentato versioni presumibilmente «fuorvianti» del processo di transizione nel Paese africano.
Il leader della giunta militare del Mali, Assimi Goita, aveva già puntato i riflettori sulla MINUSMA negli ultimi mesi, chiedendo una maggiore collaborazione con l’esercito nello svolgimento delle sue operazioni. La missione ha i «caschi blu» dispiegati nel Paese dal 2013, anche se le relazioni si sono deteriorate in seguito ai colpi di Stato guidati da Goita nell’agosto 2020 e nel maggio 2021 e ai rinvii della giunta nel fissare un calendario elettorale per una transizione democratica.
Fonte: (EUROPA PRESS)






