
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha rimproverato mercoledì coloro che sembrano voler intraprendere una «competizione pubblica» per vedere chi può inviare il maggior numero di armi all’Ucraina, criticando «apertamente» gli alleati che non vogliono far parte di questa strategia.
«Ciò che danneggia la nostra unità è una competizione pubblica di forniture: carri armati, sottomarini, aerei… chi chiede di più? Chi chiede di più? Ciò che è dannoso sono le dichiarazioni dure in politica interna e le critiche aperte a partner e alleati», ha rimproverato durante il suo discorso al Bundestag.
Scholz ha avvertito che la Germania non prenderà parte a tali dibattiti, in quanto servono solo a favorire il Presidente russo Vladimir Putin, che potrebbe vedere tali dispute come una disunione tra gli alleati dell’Ucraina.
Ha quindi chiesto una maggiore coesione sia all’interno della coalizione di governo tedesca che tra gli alleati occidentali quando si tratta di prendere decisioni sull’invio di armi all’Ucraina, poiché questa è la migliore risorsa che hanno per aiutare l’Ucraina a vincere la guerra.
A questo proposito, ha citato come esempio i colloqui «confidenziali» tra Berlino e Washington prima che venisse presa una decisione comune sull’invio di carri armati in Ucraina e il loro successivo annuncio.
Da parte sua, l’estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha presentato al Parlamento una «proposta di pace» per l’Ucraina, in cui chiede al governo di difendere «con forza» la creazione di una delegazione internazionale guidata dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), affinché le parti in conflitto possano concordare «un cessate il fuoco immediato».
La proposta, che sarà discussa dal Bundestag giovedì, condiziona il sostegno militare, finanziario e politico all’Ucraina alla sua volontà di sedersi a un tavolo di negoziati «seri» con la Russia, che dovrebbe anche essere «disposta a impegnarsi nel dialogo».
Il testo difende inoltre la necessità che le quattro regioni dell’Ucraina orientale temporaneamente occupate dalla Russia, ossia Lugansk, Donetsk, Zaporiyia e Kherson, siano poste sotto il mandato delle Nazioni Unite per la durata del processo negoziale.
Fonte: (EUROPA PRESS)






