
Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha chiesto al Tribunale costituzionale del Paese di rivedere la legge che modifica la controversa riforma giudiziaria, in modo da bloccare l’attuazione delle modifiche fino a quando il tribunale non si pronuncerà sulla loro validità ai sensi della Costituzione.
La Commissione europea aveva congelato i fondi per la Polonia dopo aver concluso che alcune leggi potevano violare lo stato di diritto. In particolare, la Commissione era particolarmente preoccupata per l’istituzione nel 2018 di una camera disciplinare presso la Corte suprema. La Camera può revocare qualsiasi giudice o pubblico ministero.
Questi emendamenti faciliterebbero, in linea di principio, il rilascio dei fondi, ma in questo momento il processo sarebbe teoricamente bloccato in attesa della decisione del tribunale polacco. Duda, tuttavia, ha spiegato che l’arrivo dei fondi è un’operazione che richiederà del tempo e che la Corte costituzionale potrebbe pronunciarsi nel frattempo.
Nel relativo comunicato, pubblicato sul sito web della Presidenza, Duda riconosce l’enorme sollievo che i fondi europei rappresenterebbero, motivo per cui inizialmente non ha posto il veto sugli emendamenti, recentemente adottati dal Parlamento.
«Tuttavia, come Presidente della Repubblica di Polonia, sono il custode della Costituzione e mi preoccupo della certezza del diritto dei nostri cittadini. Per questo motivo ho deciso di sottoporre la legge al Tribunale costituzionale per un controllo preventivo», ha dichiarato.
«Ciò significa che la legge non sarà vincolante fino a quando il Tribunale non si pronuncerà sulla sua conformità con la Costituzione», ha aggiunto la dichiarazione.
Duda ha assicurato che «in pratica» la revisione costituzionale «non ritarderà l’erogazione dei fondi nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza della Polonia» concordato con Bruxelles.
«Perché ciò avvenga, è inevitabile che vengano prese ulteriori misure e decisioni, compresi i successivi atti giuridici, come previsto dall’accordo concluso tra il governo e la Commissione europea. E questo richiederà comunque del tempo», ha concluso.
Fonte: (EUROPA PRESS)






