
Il Presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha annunciato sabato, in concomitanza con la visita del Presidente cubano Miguel Díaz-Canel, che il suo Paese guiderà un movimento contro le sanzioni e il blocco imposti a Cuba dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.
«Il Messico guiderà un movimento più attivo affinché tutti i Paesi si uniscano per difendere l’indipendenza e la sovranità di Cuba. Non si tratta di trattare Cuba come un Paese terrorista o di inserirla nella lista nera dei presunti Paesi terroristi. Cuba è un popolo e un governo profondamente umano, lunga vita al dignitoso popolo di Cuba», ha annunciato López Obrador dopo aver consegnato a Díaz-Canel la decorazione dell’Ordine dell’Aquila Azteca.
Il leader messicano ha rivolto un appello «rispettoso» agli Stati Uniti affinché eliminino il blocco economico e finanziario contro l’isola caraibica «il prima possibile». «Non si tratta di trattarli come Paesi terroristi o di inserirli nella lista nera dei presunti Paesi terroristi. Cuba è un popolo e un governo profondamente umano, lunga vita al dignitoso popolo cubano», ha aggiunto.
López Obrador ha sottolineato, durante un atto presso l’altare della grande acropoli del sito archeologico di Edzná, che è giunto il momento di una nuova convivenza tra tutti i Paesi americani del continente, e ha evidenziato che il modello attuale «è esaurito, anacronistico e non ha futuro perché non giova a nessuno».
«E come segno di buona volontà e come segno che siamo pronti a unire tutti i Paesi dell’America, ritengo, e lo esprimo con rispetto, che il governo degli Stati Uniti debba revocare al più presto il blocco ingiusto e disumano contro il popolo di Cuba», ha affermato.
Il leader messicano ha citato George Washington: «Non dimentichino ciò che Washington disse: le nazioni non devono approfittare delle disgrazie di altri popoli».
«Dobbiamo mettere da parte il dilemma che ci è stato imposto di integrarci con gli Stati Uniti o di opporci ad essi in modo coraggioso o difensivo. È tempo di esprimere ed esplorare un’altra opzione: quella del dialogo con i leader di tutti i Paesi e soprattutto con i leader degli Stati Uniti, per convincerli e persuaderli che una nuova relazione tra i Paesi del nostro continente e l’intera America è possibile», ha sostenuto.
López Obrador ha chiuso il suo discorso con un’arringa a favore del Messico e di Cuba: «Viva Cuba libera e sovrana, viva la nostra America, viva la fratellanza universale, viva il Messico, viva il Messico, viva il Messico!
Da parte sua, Díaz-Canel ha accolto con favore lo storico sostegno del Messico a Cuba a favore della rimozione del blocco, «soprattutto per l’economia e il settore sanitario», un settore particolarmente colpito da «questa politica criminale che non ha concesso alcuna pausa o pietà nei momenti più complessi della pandemia».
Si è inoltre rallegrato della collaborazione tra i due Paesi, per i quali Cuba non si fa scrupolo di «collaborare con questo popolo fraterno». «I medici si uniscono a questo Paese per garantire servizi di qualità a popolazioni che non hanno mai avuto accesso all’assistenza sanitaria o che difficilmente potrebbero accedervi, per continuare a rafforzare i legami bilaterali nel campo della salute», ha sottolineato.
Fonte: (EUROPA PRESS)






