
La giunta militare al potere in Birmania sta progettando di creare una forza di volontari civili armati per combattere la resistenza popolare che ha preso le armi contro l’esercito dopo il colpo di stato del febbraio 2021.
Secondo gli attivisti citati dal quotidiano dell’opposizione «Irrawaddy», la nuova direttiva addestrerà i maggiorenni a portare con sé fino a cinque diversi tipi di armi da fuoco, tra cui pistole e fucili da caccia.
Queste «milizie» riceveranno il permesso dal Ministero degli Interni, mentre l’esercito birmano fornirà un addestramento supplementare alle armi da fuoco per tutti i civili che lo desiderano.
Gli avvocati dell’opposizione sono convinti che questi civili saranno per lo più militari in pensione e sostenitori dichiarati della giunta.
«Alla gente comune non sarà permesso di portare armi», spiega un avvocato, in quella che è una politica che replica quella ordinata nel 1977 dal dittatore militare Ne Win, sospesa undici anni dopo con l’avvento della democrazia in Birmania.
Secondo gli attivisti dell’opposizione dell’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici, dal colpo di Stato sono morte in totale 2.986 persone e 13.884 rimangono in detenzione militare.
Il governo in esilio, nel frattempo, ha accusato l’esercito birmano di aver ucciso 110 civili, tra cui una dozzina di bambini, durante le ostilità di gennaio.
Fonte: (EUROPA PRESS)






