
L’Unione Europea sta valutando la possibilità di imporre sanzioni a 170 persone ed entità coinvolte nell’aggressione russa all’Ucraina in vista del primo anniversario della guerra, in un pacchetto di misure che imporranno restrizioni alle importazioni di risorse chiave per la produzione russa, danneggiando così la sua capacità industriale.
In seguito ai contatti tra gli Stati membri e la Commissione europea degli ultimi giorni, fonti diplomatiche consultate da Europa Press indicano che il pacchetto sta prendendo forma e che estenderà le misure contro le esportazioni verso l’UE di beni industriali come asfalto o bitume, nonché le importazioni di risorse chiave per la produzione industriale russa come armi, camion, veicoli agricoli e forestali e droni.
Il decimo round di sanzioni prevede anche il rafforzamento delle misure per evitare l’elusione delle sanzioni, richiedendo un maggiore controllo da parte degli Stati membri sui beni confiscati, nonché nuove sanzioni sul settore bancario russo e contro le società russe di stoccaggio del gas.
Secondo un’altra fonte diplomatica, tra le opzioni vi sarebbe il veto per i cittadini russi che lavorano in aziende collegate a infrastrutture critiche dell’UE.
In ogni caso, la proposta di Bruxelles non include sanzioni sul settore nucleare russo, una delle richieste più insistenti del presidente ucraino, Volodymyr Zelenski, durante il suo tour europeo della scorsa settimana, ma anche una delle più divisive tra gli Stati membri, data la dipendenza di Paesi come la Francia e la Bulgaria, che ha avvertito che potrebbe porre il veto al nuovo ciclo di restrizioni se questo riguardasse il combustibile nucleare.
Non sta nemmeno prendendo in considerazione la possibilità di applicare sanzioni al settore dei diamanti, una delle questioni più divise all’interno dell’UE e di grande importanza economica per il Belgio. A questo proposito, una fonte consultata sottolinea che il commercio in questo settore è diminuito del 70% nell’ultimo anno a causa della disconnessione commerciale tra la Russia e l’UE, motivo per cui l’Europa non sta attualmente prendendo in considerazione le sanzioni.
Sebbene alcuni Stati membri abbiano lamentato la mancanza di agilità della Commissione europea, sostenendo che il tempo è contro l’UE-27 se si vuole approvare un nuovo round per il primo anniversario dell’invasione, altre fonti consultate sottolineano che la scadenza rimane intatta e che saranno convocate tutte le riunioni a livello di ambasciatori necessarie per raggiungere l’obiettivo.
Fonte: (EUROPA PRESS)






