
L’ex procuratore generale della Colombia, Néstor Humberto Martínez, ha rimproverato aspramente la vicepresidente della Colombia Francia Márquez, accusandola di essere «delirante» in risposta alle affermazioni secondo cui, durante il suo periodo di permanenza nell’ufficio del procuratore generale, leader delle FARC come «Jesús Santrich» e «Iván Márquez» sarebbero stati «intrappolati» a rinunciare agli accordi di pace e a tornare sulla via delle armi.
«Tutta la ripicca generata dalla gestione delle spese della vicepresidenza e dall’uso di coperte d’oca ha mandato in delirio Doña Francia», ha risposto Martínez, alludendo alla polemica in Colombia sui 173 milioni (35.700 euro) che Casa Nariño ha speso per arredare le strutture, compresi due recinti di questo germano reale del valore di quattro milioni ciascuno (825 euro).
L’uscita di Martínez è una risposta alle dichiarazioni che Márquez ha rilasciato in una recente intervista al quotidiano «El Tiempo», nelle cui pagine ha dichiarato che alcuni dei guerriglieri delle FARC, ormai sciolte, che hanno aderito agli accordi di pace del 2016 «hanno finito per andarsene a causa delle trappole che tutto il Paese conosce».
«È una realtà», ha osservato il vicepresidente colombiano, in linea con altri membri del nuovo governo del presidente Gustavo Petro, come il ministro della Difesa Álvaro Leyva, che sostengono che figure importanti di quel gruppo guerrigliero, come Seuxis Pausias Hernández, ‘Jesús Santrich’, sono state «intrappolate».
A metà di quest’anno, la Commissione per la Verità ha pubblicato un rapporto nelle cui conclusioni si affermava che «Jesús Santrich» era stato vittima di una montatura da parte della Drug Enforcement Agency (DEA) statunitense e della Procura Generale colombiana, il cui capo all’epoca, Néstor Humberto Martínez, aveva autorizzato l’uso di cocaina per facilitare l’arresto dell’ex guerrigliero.
Martínez ha sempre negato il maggiore e ha risposto al vicepresidente Márquez che il processo giudiziario contro, ad esempio, Luciano Marín Arango, alias ‘Iván Márquez, è stato avanzato dal procuratore generale degli Stati Uniti dell’epoca, William Barr, per i suoi rapporti con il famigerato Cartello dei Soli, presumibilmente formato da funzionari governativi e dalle Forze Armate venezuelane.
«Possibile che France Márquez non distingua tra il procuratore generale della Colombia e quello degli Stati Uniti?», si è chiesto Martínez, che ha accusato Márquez di «cercare pretesti per favorire i disertori che hanno tradito la pace» e gli ha ricordato che ‘Iván Márquez’ non è stato «mai» indagato per gli eventi successivi agli accordi dell’Avana del 2016.






