
Lunedì l’Assemblea nazionale francese ha adottato all’unanimità una risoluzione che condanna la repressione delle autorità iraniane nel contesto delle proteste scoppiate nel Paese in seguito alla morte della giovane Mahsa Amini.
«Questa risoluzione mira a dare il sostegno dell’Assemblea nazionale alla lotta delle donne e degli uomini dell’Iran nella loro legittima aspirazione al rispetto dei loro diritti e delle libertà fondamentali di fronte alla repressione orchestrata da uno Stato teocratico», si legge nel testo.
Spiega inoltre che la Francia, in quanto Paese che porta il motto «Libertà, Uguaglianza e Fraternità», deve «trasmettere un messaggio di solidarietà e fraternità al popolo iraniano», come ha affermato l’Assemblea nazionale nella sua lettera.
Il documento descrive quindi «l’uso eccessivo della forza da parte del regime iraniano contro la sua stessa popolazione», accompagnato da «un’ingiustificabile violazione della libertà di espressione», con conseguente «stretto controllo e chiusura, anche di Internet e dei social network».
La risoluzione mira quindi a chiedere alle autorità iraniane di rispettare i loro obblighi internazionali nel contesto delle proteste, che hanno provocato più di 480 morti, secondo l’ultimo bilancio fornito dall’organizzazione non governativa Iran Human Rights (IHR).
Prima del voto, il ministro degli Esteri francese, Catherine Colonna, ha nuovamente chiesto il rilascio dei sette cittadini francesi detenuti in Iran, come aveva fatto il 12 novembre, quando era stata annunciata la detenzione di altri due loro cittadini.
Più di venti cittadini di Paesi occidentali, la maggior parte dei quali con doppia cittadinanza, sono trattenuti in Iran, cosa che le ONG internazionali condannano come una politica di presa di ostaggi per ottenere concessioni, secondo il canale TF1.






